Monday, July 30, 2018

Le bugie dietro una stella

bugie-della-comunicazione

È sorprendente quante cose puoi scoprire mentre fai un bagno.

Ho scoperto per esempio che una mattonella nel mio bagno ha la forma di fallo.
Ho scoperto anche una coccinella così pigra che è ferma da 1 ora (forse è morta).

Ma la cosa più sorprendente è successa prendendo in mano la bottiglia di un noto shampoo: quello per la capoccia e le spalle, per intenderci.

La versione che avevo tra le mani diceva: “fino al 100% liberi dalla forfora*”.

Una dichiarazione forte vostro onore! – pensai.

Già liberi da forfora suona strano, poi pure il 100%!
Ma non era l’affermazione che mi interessava; era l’asterisco.

Guardo dietro e cosa leggo?

“*Forfora visibile da una distanza di 60 cm; con uso regolare.”

Ah-ha! Ecco l’inghippo.

Vado a prendere altri prodotti e sono stelle ovunque; asterischi che rimandano a informazioni sul retro.

 

esempio-di-comunicazione

esempio-di-comunicazione2

La cultura del *non è vero un c@xxo!

Per qualche secondo ci sono rimasto male, devo ammetterlo. Poi ci ho pensato e mi sono detto: “ma di che ti lamenti, viviamo in un momento storico dove la comunicazione è basata sulla percezione della realtà”.

Eh sì perché se ci fai caso a nessuno frega più di mentire. Ed ecco spuntare:
– Senza glutine*
– 100 km al litro*
– Batteria che dura 5 giorni*

Poi vai a leggere in basso e…
* non è vero niente.

Ma come ci siamo finiti in questa situazione?
Semplice, non abbiamo tempo.

Stiamo sempre attaccati a questi smartphone che di “smart” non hanno veramente niente.
Ti fanno fare le cose più velocemente, questo sì, ma di intelligenza nemmeno l’ombra. Ci rincoglioniscono inibendo il cervello.

Si dovrebbero chiamare quickphone!
Sempre più veloci, sempre più superficiali che anche le pubblicità e la comunicazione si è adattata.

Il brutto è che non prestiamo attenzione ai dettagli.

Oggi si usano gli asterischi perché si ha fretta, perché il nostro pubblico ha fretta ma anche per nascondere dettagli.

Chi ha paura nasconde.
Chi è orgoglioso mostra.

Non prendermi per un nostalgico, ma una volta era diverso.

Guarda queste pubblicità che ho tirato fuori dal mio archivio di pubblicità storiche.

 

Vedi qualche asterisco?
Una volta si mostrava per essere migliorare invece di nascondere per emergere.

Ora vediamo una pubblicità di auto di oggi, ti va?

Ecco la pubblicità Fiat del 2012 che prometteva il costo della benza bloccato fino al 2015 a chi comprava una delle loro macchine.

Bello no?*

Peccato che l’asterisco era piccolino piccolino.
A tal punto minuscolo che l’Antitrust l’ha dichiarata pubblicità ingannevole, condannando Sergione e la sua compagnia a pagare una multa da 200 mila Euro.

Morale della favola…
Enfatizza i punti forti e minimizza le lacune.
Ma non promettere ciò che non puoi mantenere.

*e ora via ai commenti.

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Come trovare nuovi clienti per il proprio sito web?

come attrarre potenziali clienti sul sito web

Questa forse è una delle domande più frequenti in marketing: “Sai dirmi come trovare nuovi clienti potenziali col mio sito?”

Tuttavia è quella sbagliata con cui cominciare una strategia.

Molto spesso le persone si focalizzano su come generare più traffico senza però domandarsi se quello che i potenziali clienti vedranno, piacerà o meno.

Grafica, velocità dell’hosting, contenuti. Tutto conta.

Ecco perché, per questo video di Q&A Espresse, ho voluto rispondere alla domanda posta dall’utente da una prospettiva diversa: quella dell’ottimizzazione on-page con un occhio di riguardo alla ‘user experience’.

Il motivo è semplice: se riusciamo a migliorare l’esperienza dell’utente una volta ‘atterrato’ sul nostro sito, sarà più facile convertirlo in cliente.

Ricordati che arrivare primo nella classifica di Google o altri motori di ricerca non serve a niente se poi la pagina che vede l’utente fa pena! Pensa prima di tutto a garantire un’esperienza ottimale dando un valore aggiunto alle persone, poi e solo poi, pensa a Google.

Come fare clienti nuovi quindi?

In 3 modi:

  • Facendo trovare all’utente quello che cerca in maniera veloce
  • Usando un linguaggio semplice e chiaro
  • Sviluppando un livello di fiducia, essenziale tra chi vende e chi compra

Nel video si parla proprio di questo: attirare clienti in maniera intelligente.

Che tu abbia un bar, una discoteca o semplicemente un’attività online, se seguirai questi consigli riuscirai ad incrementare le tue possibilità di trasformare semplici utenti in potenziali clienti. (Leggi anche come creare una homepage perfetta).

Ora ti chiedo: hai qualche consiglio utile da voler aggiungere? O magari qualche accorgimento che ha migliorato il tuo di sito e che vorresti condividere?

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Vuoi la 1a pagina su Google? Queste sono le tecniche di posizionamento SEO!

C’è poco da spiegare, quando si parla di ottimizzare un sito web o un blog, ci sono due fattori cruciali: l’Ottimizzazione On Page e l’Ottimizzazione Off Page.

Attenzione però a non confondere l’ottimizzazione SEO On Page con l’ottimizzazione SEO On Site: parlando di Ottimizzazione SEO On Page, miglioriamo il nostro contenuto per le target keyword. Ciò include l’uso di un titolo appropriato, l’inserimento delle keyword, contenuti di qualità e ovviamente altri fattori.

Vediamone uno per uno.

Perché è importante l’ottimizzazione On Page per il posizionamento SEO?

I motori di ricerca non sono altro che una serie di algoritmi che analizzano vari fattori per collocare la tua pagina nel posto giusto tra i risultati proposti data in base ad una determinata keyword. Il tuo compito sarà quindi quello di aiutare i motori di ricerca a scegliere le target keyword in maniera tale che sia chiaro il topic dell’articolo.
Ti sei mai domandato perché le tue pagine non sono in prima pagina sui motori di ricerca?

Quando ci occupiamo dell’ottimizzazione SEO di un post, significa che abbiamo deciso di seguire un metodo collaudato per permettere il posizionamento in alto nel motore di ricerca. La classifica di Google non considera soltanto il punteggio SEO On Page , ma presta attenzione a diversi fattori come la popolarità sui Social Media, la presenza di backlink, l’autorità che il tuo dominio si porta dietro e molti altri fattori ‘offpage’.

Il tuo obiettivo è quello di ottimizzare l’articolo in maniera naturale ma al tempo stesso intelligente, in modo che Google, Bing e Yahoo possano facilmente scegliere le target keyword (Focus keyword) e quindi, invece di classificarti per una long tail keyword (Coda Lunga) irrilevante, ti permetterà di avere un maggior numero di visitatori.
Secondo SearchMetrics.com – che ha analizzato le prime pagine di Google – i fattori on page più importanti al momento considerati dai motori di ricerca sono:

  • Termini rilevanti
  • Termini di Conferma (Proof Term – Es: se un articolo parla di torte, la parola panna montata è un proof term)
  • Numero di link interni
  • Parole chiave nel corpo del testo
  • Lunghezza HTML

Archiviati i fattori che attualmente rappresentano i capisaldi dell’analisi fatta dai motori di ricerca per valutare la tua pagina, bisogna ricordare che ci sono delle tecniche ‘sempre verdi’ da poter utilizzare per un posizionamento SEO migliore.

Title Tag – Il titolo della pagina

Che tu abbia davanti l’utente o un motore di ricerca, il titolo è il fattore più importante quando si parla di ottimizzazione SEO on page. Attenzione però, stiamo parlando del title tag –quel titolino blu che appare sui risultati di Google subito sopra alla descrizione dei siti – che va scritto in maniera tale da contenere la keyword principale ma che sappia anche attirare l’attenzione del lettore; il tutto all’interno di 65 caratteri compreso gli spazi.

espressotirplo - tecniche di seo on page

 

Il Permalink – L’indirizzo delle pagine web

La struttura dell’URL è un altro aspetto che va assolutamente ottimizzato in ottica ranking.

URL di questo tipo, per esempio, non vanno bene: espressotriplo.com/post125

Al suo posto invece bisogna usare un indirizzo che abbia delle parole chiave: espressotriplo.com/posizionamento-seo

Cerca di evitare caratteri speciali come simboli, parentesi e virgole perché tanto verranno ignorati dai motori di ricerca e non aiutano nemmeno l’utente finale.

 

Headline – La testata dell’articolo

Così come il title tag, la nostra headline è un elemento fondamentale sia per Google per i nostri lettori. I vari H1, h3 ,h4 ecc.. che servono per evidenziare i titoli e sottotitoli sono delle parti vitali che se usate bene portano non solo più traffico ma aumentano anche la permanenza dell’utente sul tuo sito diminuendo così il bounce rate. Lo so cosa stai pensando, scrivere un titolo d’impatto non è facile ma vale la pena imparare!

Ricorda però che non si dovrebbe ripetere troppe volte il tag H1, poiché ciò è considerato una pratica di negative SEO.

Ecco un video di Matt Cutts – ex capo della divisione Webspam di Google – in cui parla della ripetizione di H1 o di qualsiasi altro tipo di heading tags.

Keyword Density – Quante volte bisogna ripetere una parola chiave?

Per la keyword density ci sono molte teorie. Chi dice di stare sul 3%, chi addirittura al 5%. Io personalmente ti dico che i motori di ricerca oggi sono migliorati tantissimo e sono abbastanza bravi a capire il topic di un articolo.

Mantieniti tra 1% e 1.5% di densità per la parola chiave e cerca invece di fare uso di sinonimi, contrari e altre parole che arricchiscano il lessico dell’articolo: in altre parole usa le LSI keywords (Latent Semantic Indexing).

Per controllare il keyword density puoi usare due modi:

Un tool gratis messo a disposizione di SeoBook.com

Oppure un plugin per WordPress chiamato Keyword Density Checker. Un po’ datato ma ancora funzionante.

Se questo non dovesse bastare, ascolta cosa dice Matt Cutts circa il keyword density.

Conteggio parole: quanto ce l’hai lungo?

La lunghezza dell’articolo è una cosa da tenere a mente. Il contenuto standard infatti, dovrebbe essere costituito da almeno 800 parole: se puoi, è meglio scrivere articoli lunghi e ben documentati, usand il più possibile le keyword più competitive.
Ovviamente non c’è un limite o un numero minimo di parole per ottimizzare al meglio un post, ma – come dicevamo – andare oltre le 800 è indubbiamente una buona idea.

Uso di immagini all’interno del testo

È innegabile che l’ottimizzazione delle immagini possa dare un aiuto importante nel guidare il traffico dalla ricerca delle immagini stesse. Per tanto, è preferibile aggiungere una o più immagini al tuo post, includendo anche le parole chiave principali all’interno del nome delle foto.

Avere immagini sul blog rende il tutto molto più interessante e attraente ma ti da anche la possibilità di collocarti tra le prime posizioni tra i risultati visuali di Google. Questo è un modo semplice per portare traffico extra al tuo sito senza avere troppi mal di testa per arrivare primo nei risultati organici testuali.

Quando aggiungi le immagini fai attenzione a scegliere solo immagini di piccolo formato, poiché quelle grandi rallenteranno la velocità del blog e di conseguenza anche la sua classificazione, e ciò non è assolutamente da sottovalutare considerando che Google ha cominciato a considerare la velocità del sito come uno dei fattori di classificazione.

Interlinking di Contenuti

Tieni a mente di inserire collegamenti tra gli articoli così da creare traffico aggiuntivo. Mettere a disposizione dell’utente risorse maggiori alla portata di un clic permetterà ai lettori di trascorrere più tempo sul tuo sito o blog dando la possibilità a Google & co. di posizionare il tuo sito più alto nei risultati.

Perché?

Se un utente passa una media di 5 minuti per visita sul tuo sito, questo indicherà o no che gli piace?

Bene questo fattore è preso notevolmente in considerazione dai motori di ricerca nel giudicare un website.

Ultimo consiglio riguardo l’interlinking: ricordati di usare variazioni della parola chiave con cui vuoi creare l’anchor text. Questo non confonderà Google con due post simili per la stessa target keyword.

Collegamenti a siti esterni

A parte linkare post del nostro blog, una buona idea è quella di inserire anche un rimando a siti esterni e fornire maggiori informazioni ai lettori riguardo l’argomento su cui stiamo scrivendo. Ovviamente dovremo linkare solo ed esclusivamente siti di fiducia, per cui se hai un dubbio riguardo l’autorità o la popolarità di un sito, puoi usare un nofollow tag per evitare una classificazione negativa nei motori di ricerca.

Usa un dofollow link per siti che conosci e in cui hai fiducia, e nofollow link per quelli di cui dubiti circa il loro trust rank su Google. Un’altra buona opzione è quella di linkare la voce corrispondente su Wikipedia, considerata la più autorevole fonte di informazioni. Anche se non da un punto di vista dell’ottimizzazione, il rimando a utili link esterni può aiutare il lettore e nel contempo dare maggiore credibilità al nostro articolo.

Contenuti Signor Rossi, i contenuti!

Ricordi la maestra quando ti diceva: “Sì, prolisso ma i contenuti dove sono?”

Io avevo il terrore!

Nell’era dei motori di ricerca e del posizionamento SEO, lo scenario non è cambiato: è rimasto importantissimo scrivere contenuti interessanti nel post rendendolo quanto più completo e competente. Diversi sono i modi in cui potremmo coinvolgere i lettori: per esempio ponendo delle domande o chiedendo la loro opinione riguardo il post. Se non siamo in grado di creare contenuti avvincenti sul nostro blog, i lettori non vi passeranno molto tempo e lo abbandoneranno subito, e ciò sarà indubbiamente un fattore negativo quando Google calcolerà il ranking del nostro blog.

 

Ora è il tuo turno…

Quando scrivi gli articoli per il tuo sito, cerchi di ottimizzarli per un certo gruppo di parole chiave?

Nel mentre che ci pensi, condividi questo post con chi potrebbe fargli comodo usando i bottoni qui sotto.

Grazie!

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Ottimizza Google Adwords con questi trucchi. Semplici, anche per te che non capisci una mazza!

ottimizzare Google Adwords

Cos’è Google Adwords?

Al giorno d’oggi i social network sono molto importanti per una strategia di marketing vincente. Scopri come usarli, su quali puntare e quali invece accantonare per non perdere tempo.

Messa semplicemente, Adwords non è altro che un megafono: amplifica il tuo messaggio rendendolo udibile da utenti interessati. E visto che ci sei, cerca di non fare questi errori con Google Adwords.

Se però nessuno ascolta, o tantomeno si gira solo per qualche secondo per poi tirar dritto, dove sta il problema?

È il megafono mezzo rotto o siamo noi?

Mi dispiace dirlo ma il più delle volte siamo noi ad usarlo in maniera sbagliata. Se infatti lo puntiamo verso un pubblico sbagliato e ci urliamo dentro cose imprecise, chi ascolta udirà solo un brusio…un rumore.

Messa da parte la mia vena poetica di oggi, volevo farti partecipe di una email arrivata da Alessandro, un lettore del blog, che ha sfruttato il bonus della guida gratis Adwords: 3 domande per migliorare il tuo business.

Partiamo dal primo problema a cui ho risposto con un video.

Campagne settore turismo – Ottimizzare Google Adwords per  la conversione

Domanda: Ho molte difficoltà con le campagne estere settore turismo: pochi click, CPC alto, buona profondità della visita ma pochissime conversioni. Hai dei consigli particolari per questi tipi di campagne?

Ecco le risorse utilizzate nel video:

Questo è il codice per il testo dinamico:

Cerchi [insert_php]
if ($_GET['keyword'])
{echo ucwords($_GET['keyword']);}
else
{echo ucwords('Hotel a Rimini');}
[/insert_php]

http://www.ilmiosito.com/hotel-rimini/?keyword={keyword}

Adwords Remarketing Search vs Remarketing Display

Domanda: Come valuti il remarketing search? Lo usi o pensi che sia meglio il remarketing display? Se lo usi, utilizzi keyword generiche o specifiche per farlo?

Tra quelli che usano Google Adwords (ebook gratis), pochissimi conoscono l’RLSA (Remarketing Lists for Search Ads), quindi se anche tu hai fatto spallucce, non preoccuparti, non sei l’unico!

Il remarketing applicato al display network è una pratica molto utilizzata al contrario di quello per le ricerche; questo perché risulta difficile da comprendere a pieno e spesso complicato da applicare al proprio business.

In entrambi i casi questi sono miti da sfatare! Lo so, RLSA suona complicato ma non lo è.

Incominciamo con le differenze per chi conosce poco queste due pratiche.

Dopo aver visitato un certo sito web avrai notato che i suoi banner ti seguono su altri siti. Sei andato a vedere un paio di scarpe e, guarda un po’, le stesse scarpe ti seguono anche sul forum che frequenti giornalmente.

Stessa cosa per quell’hotel che volevi prenotare ieri.

Ecco, questo è il Display Remarketing. L’inserzionista caro amico, ti sta prendendo di mira e quindi poiché tu hai visitato certe pagine del suo sito, ti sta ricordando di lui in caso tu voglia tornare sul suo website. Non importa dove sei, può essere Youtube, un blog o un forum; se questi usano Google Adsense, tu vedrai il banner del nostro inserzionista!

Il Search Remarketing invece si basa sulle query di ricerca. Invece di farti vedere dei banner, ti permette di mostrare degli ‘ad’ testuali su Google.it solo alle persone che hanno precedentemente visitato il tuo sito e che stanno ricercando ancora il tuo prodotto o servizio.

Invece di bombardare l’utente con i banner, adesso puoi visualizzare le tue pubblicità solo quando cercano il tuo prodotto. Un modo alternativo per ottimizzare Google Adwords.

Figo è?!

C’è un ‘Ma’…

Per creare una lista da usare con il Search Remarketing, devi avere almeno 1000 visite sul tuo sito in 540 giorni. Questo è l’audience minimo di una lista per il remarketing.

Troppe le visite richieste?

È qui che arriviamo alla domanda di Alessandro: “[…] utilizzi keyword generiche o specifiche?”

Prendiamo il caso degli hotel. Normalmente useremmo keyword specifiche come ‘hotel a basso costo a Rimini’ oppure ‘Quale hotel prenotare a Rimini’. Questo perché parole come ‘Prenotare Hotel’ potrebbero risultare troppo generiche.

Ti immagini il costo di una parola chiave del genere!? Wow!

Nel caso di liste per il Remarketing Search, puoi invece usare keyword generiche come ‘vacanze’ oppure ‘hotel’ poiché i tuoi advert appariranno solo a quelle persone che hanno visitato il tuo sito precedentemente.

Se quindi 1000+ persone hanno visitato il tuo sito dedicato a ‘Hotel a Rimini’, quando vanno su Google per cercare qualcosa di generico come ‘vacanze’, ‘estate a Rimini’, ‘hotel’ possono essere utilizzate per il tuo remarketing.

Loro cercano ‘dove andare in Agosto?’ E pam!, gli fai vedere l’advert sul tuo hotel a Rimini.

Loro cercano ‘spiagge’? E tu boom! gli piazzi l’ad sul tuo hotel.

Alcuni consigli ora.

I giorni da impostare per la tua lista

Se il tuo sito non ha molto traffico, ti consiglio di creare una lista ed impostare la scadenza (per quanto tempo ricordarsi dei tuoi visitatori) sui 540 giorni e cioè il limite massimo.

Se invece stai impostando una campagna per un’offerta di Natale o qualcosa di più specifico, ovviamente metti 30/60 giorni. Non vorrai far apparire un’offerta ad un anno di distanza quando già è finita vero?

L’uso delle keyword per il remarketing

Ricorda che stai puntando persone che hanno già visitato il tuo sito – una fetta molto minore di traffico comparato ad una campagna normale – quindi devi usare keyword generiche per aumentare la possibilità di piazzare il tuo messaggio in faccia alla stessa persona ancora una volta.

Quando pensi a tali parole chiave da usare, focalizza l’attenzione sui temi: ‘hotel’, ‘Rimini’, ‘vacanze’ ecc.

Sii generico ma non troppo, in questo modo ottimizzi Google Adwords ma eviterai di abbassare il tuo CTR.

Il tuo messaggio

Anche qui tieni a mente che chi legge il tuo ‘ad’ è un potenziale cliente che torna sul tuo sito. Ti puoi permettere quindi di essere più creativo magari utilizzando foto, recensioni, video ecc.

Google Adwords e Youtube

Domanda: Pensi che le campagne YouTube siano valide? E principalmente per quale obiettivo? Più per la brand awareness o anche per arrivare a conversioni?

Per quanto riguarda Youtube, bisogna tenere a mente chi è il nostro target e in che modalità si trova.

Chi cerca su Google è solitamente in ‘problem mode’ e quindi più attento a ciò che legge.

Quando la stessa persona si trova su Youtube, si trova il più delle volte in ‘fancazzismo mode’. Quanta possibilità abbiamo di convertire questo utente in cliente?

Poche.

Possiamo però utilizzare Youtube per un po’ di brand awareness (per far conoscere agli utenti la nostra attività) o ricordargli di noi in caso abbiano visitato il nostro sito in passato.

In entrambi i casi, consiglio comunque di filtrare le categorie dei video su cui visualizzare i tuoi messaggi.

Il lato positivo è che i costi sono molto più bassi di una campagna Search, ma anche le conversioni.

Video o Banner?

Se hai a disposizione un video da usare come pubblicità, questo avrà un maggiore impatto. Il video che ho creato per il mio business ha sortito un ottimo effetto quando impostato in ‘pre roll’.

Al contrario, i banner visivi piazzati in basso potrebbero portare risultati più scadenti.

Se arrivi ad avere un CTR del 3% con uno di loro, ritieniti fortunato!

Qual è il prossimo passo?

Condividi questi consigli con chi potrebbe trovarli utili e fammi sapere se ti hanno aiutato a migliorare le tue campagne Adwords.

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7 strategie di copywriting per contenuti di qualità

strategie-di-copywriting

Scrivere sul proprio blog è spesso una passeggiata: ti viene facile, spontaneo, le dita scorrono sulla tastiera come quelle di un pianista.

Un po’ di storytelling qui, un paio di keyword là… ed il gioco è fatto.

Ti sembra di aver scritto l’articolo del secolo e di poter concorrere per il premio Pulitzer, finché, dopo decine di articoli pubblicati, ti accorgi che nessuno legge il tuo blog.

Sì, lo so, ti ho già parlato di come aumentare i lettori del tuo blog. Se ti sei perso quell’articolo, eccolo qui:EspressoTriplo.com/avere-un-blog-con-lettori/

Stavolta però ti voglio svelare le migliori strategie di copywriting per scrivere contenuti di qualità. Sono le 7 regole che ho imparato nella Divina Scuola di Hokuto.

7 come le 7 stelle dell’Orsa Maggiore e le cicatrici sul mio petto.

 

Ecco le 7 strategie per scrivere contenuti di qualità sul tuo blog sfruttando il copywriting

1. Chiarezza: scrivere un blog semplice

Secondo Daniel Oppenheimer, professore di psicologia alla UCLA University, più utilizziamo vocaboli inutilmente complessi per scrivere un articolo, più i lettori ci percepiscono come poco intelligenti.

Eccola la prima stella di Hokuto: sii sempre semplice e utilizza parole comprensibili da chiunque. In altre parole, prenditi cura dei webeti e gli altri si prenderanno cura di loro stessi.

Tendiamo a voler dimostrare la nostra intelligenza utilizzando parole difficili e poco usate, ma spesso creiamo l’effetto contrario di quello desiderato!

I lettori non sono certo ignoranti, ma ricorda sempre che hanno poco tempo e che su un blog cercano la semplicità e comprensibilità.

Questo processo è un po’ lo stesso di quando facciamo amicizia con qualcuno: le persone che si fanno capire e ci capiscono sono quelle a cui diamo più fiducia e che scegliamo come amiche.

Possiamo chiamare questo meccanismo come “fenomeno degli italiani all’estero”. Quando gruppi di italiani in vacanza si incontrano all’estero, scatta subito l’empatia e si rischia di fare amicizia quasi senza motivo.

I lettori del tuo blog leggono i tuoi articoli per trovare le risposte alle domande a cui non sanno rispondere. Cercano delle risposte immediate e semplici. In vacanza pure: cerchiamo sempre qualcosa che assomigli a noi o alle nostre abitudini. Incontrare persone che parlano la stessa lingua in centro a Pechino ci riempie di gioia, perché sappiamo di essere capiti.

Lo stesso deve succedere con il tuo blog: per creare un blog di successo devi imparare a scrivere contenuti di qualità semplici che riempiano di gioia i lettori.

Per rendere il tuo messaggio più semplice e fare in modo che le persone ti capiscano all’istante e si sentano capite, usa sempre verbi attivi:

Esempio: Espresso Triplo è un blog scritto da Angelo Bandiziol

Angelo Bandiziol scrive sul blog EspressoTriplo

Cerca anche di creare un contesto positivo per le tue frasi: il nostro cervello elabora molto più velocemente le informazioni in forma positiva rispetto a quelle negative.

Esempio: non usare frasi negative!

Usa frasi positive!

Utilizza congiunzioni causali come siccome, perché, locuzioni congiuntive come in modo da, in questo modo, congiunzioni coordinative come ma, né, e subordinative, come se, che. Per farti capire usa gli esempi, come ad esempio l’esempio:

Esempio: seguo i consigli di Angelo. Ho creato un blog di successo.

Siccome seguo i consigli di Angelo ho creato un blog di successo.

2. Persuasione: scrivere contenuti efficaci

Per scrivere un blog di successo la persuasione dovrà essere sottile e invisibile. In fin dei conti se scrivi un articolo, lo fai per vendere qualcosa, ma per poter vendere dovrai spostare l’attenzione dei lettori sulla loro libertà di scelta, non sulla tua abilità a persuaderli.

Enfatizza la loro libertà di scelta utilizzando locuzioni come dipende da te, è una tua scelta, sei libero di…, puoi decidere…

Esempio: Iscriviti alla mia newsletter, è gratis! Sarai libero di cancellarti quando vorrai!

Mostra i punti deboli e le critiche ai tuoi prodotti.

Ti sembra una follia, vero? Pensi di inserire soltanto testimonianze miracolose e giudizi positivi? Non funziona, credimi.

Tu stesso quando apri per curiosità le mail spam che ti promettono di raggiungere le dimensioni di una pornostar in 30 giorni, con tanto di testimonianze dirette del tipico uomo medio americano, sogni ad occhi aperti… ma non ci credi. (Non ci credi, vero?!)

Se metti in bella mostra una critica, un commento negativo accanto alle testimonianze e giudizi positivi, ispirerai fiducia e la percezione dei tuoi utenti sarà di maggiore razionalità. In più, grazie all’effetto spotlight, crederanno che quello in vista sia l’unico commento negativo.

Il tuo coraggio verrà premiato! Esponiti dichiarando subito i tuoi punti deboli e accostandoli ai tuoi punti di forza:

Esempio: Non vendiamo scarpe di pelle vera, preferiamo offrire le migliori scarpe con marchio vegan.

scrivere-contenuti-di-qualita

3. Immagini: copywriting creativo

Le parole che scrivi sul tuo blog servono a ben poco se non riescono a suscitare l’immaginazione dei tuoi lettori. Per catturare la loro attenzione dovrai creare immagini con le parole, far loro immaginare con simboli quello che vuoi spiegare.

Le immagini sono più potenti e immediate delle parole, lo dimostrano i social network, dove si scrive sempre di meno e si guardano sempre più foto e video.

Se le parole riescono a evocare immagini mentali però, non c’è foto che tenga.

Usa metafore, aforismi, modi di dire e storytelling per far immedesimare il lettore in un’esperienza più ricca rispetto alla lettura piatta di un testo.

Trasforma l’astratto in concreto: se vuoi scrivere contenuti di qualità, dovrai utilizzare un linguaggio pratico e concreto.

Le frasi celebrative come “siamo il blog più seguito”, “la soddisfazione dei nostri clienti è il nostro biglietto da visita”, non funzionano perché non forniscono dati reali.

Esempio: “EspressoTriplo ha 2.200 iscritti alla newsletter”, “EspressoTriplo ha più di 3.000 visite al mese”

Invece di usare le percentuali, convertile in forma numerica, per renderle più semplici da interpretare:

Esempio: “9 persone su 10 raccomandano EspressoTriplo ai loro amici”

4. Emozioni: un blog ben fatto emoziona

Chiarezza, concretezza e libertà di scelta sono tutte strategie di copywriting che aumentano la positività percepita dai tuoi lettori. Se non lo hai già fatto, ti consiglio di dare un’occhiata al mio corso gratis di copywriting sulla scrittura persuasiva. Da non perdere assolutamente!

Se la chiave per scrivere un blog di successo è l’empatia con i propri lettori, sono le emozioni positive che devi suscitare in loro per conquistarli.

Usa la prima persona plurale e il pronome noi e quando ti rivolgi a qualcuno in particolare, incorpora nel testo il suo nome, per far sentire la vicinanza con i tuoi lettori e creare un senso di comunità.

Della serie: “siamo tutti sulla stessa barca”.

5. Problema: quali sono le domande dei lettori?

I lettori seguono il tuo blog perché offri contenuti di qualità. Ci siamo, ok, ma per creare un blog di successo i contenuti devono rispondere a reali esigenze dei lettori.

Devi rispondere a un loro bisogno e sotto a ogni bisogno c’è un problema da risolvere.

Ogni problema comporta una dose necessaria di sofferenza: se nessuno legge il tuo blog, soffri perché vorresti essere popolare e guadagnare qualcosa.

Rendi sempre esplicita la questione, spiega perché è importante, perché è problematica, che sofferenza provoca e… solo alla fine offri la soluzione.

Ricorda ai lettori quanto quel problema faceva male, prima che tu offrissi loro la soluzione.

Il copywriting psicologico corre in tuo soccorso: evidenzia gli aspetti negativi che l’utente prova a causa di quel problema e confrontali con quelli positivi che gli offri.

In poche parole devi creare un nemico contro il quale combattere assieme. Tu combatti fianco a fianco con il tuo lettore per sconfiggere il suo nemico.

Chiedigli esplicitamente come si sente.

  • Ti senti frustrato perché dopo tanto lavoro nessuno legge il tuo blog?
  • Non sai cosa scrivere sul tuo blog e questo ti stressa?
  • Ti senti bloccato e senza idee per scrivere sul tuo blog?

“In questo articolo ti svelerò 7 strategie di copywriting per imparare a scrivere contenuti di qualità e aumentare il traffico sul tuo sito.”

Questo era un buon esempio. Rivolgiti sempre al lettore direttamente e fagli capire esplicitamente che ce la può fare, che può risolvere i suoi problemi grazie a te.

Hai capito? Tu, sì, proprio tu!

copywriting-contenuti-di-qualita

6. Soluzione: rispondi alle domande dei lettori

La migliore tecnica di copywriting, ma anche di marketing e storytelling è dare la soluzione solo alla fine. Pensa quanto sarebbero state noiose le puntate della Signora Fletcher se avessi saputo dall’inizio chi era l’assassino!

Per scrivere contenuti di qualità sul tuo blog e catturare l’attenzione dei lettori, dovrai rendere espliciti i benefici dell’aiuto che offri loro per risolvere i problemi che li affliggono.

Scrivi chiaramente cosa guadagnano e quali ulteriori sofferenze si risparmiano.

Esempio: “Leggendo questo articolo imparerai le migliori strategie di copywriting per scrivere contenuti di qualità sul tuo blog. Potrai aumentare il traffico sul tuo sito e smettere di essere ignorato!”

Devi essere sicuro di te e fornire il tuo aiuto senza titubare: evita di inserire parole che evocano insicurezza, come sembra, è possibile, forse, potrebbe, scuse come non sono un esperto, ma…, non è il massimo, ma…, e richieste di assenso come …vero? …no?

come-scrivere-contenuti-di-qualita

7. Reciprocità

Secondo questo principio, le persone alle quali viene offerto un aiuto gratuito o qualcosa di positivo sono più portate a ricambiare il favore.

Il venditore ambulante che ti regala il braccialetto di cotone assicurandoti che non vuole niente in cambio, si intascherà un paio di monete che altrimenti non avrebbe ricevuto.

Rendi esplicito il favore che hai fatto al lettore e chiedi in maniera diretta quello che vuoi in cambio, ma soltanto alla fine!

Insomma, ti ho svelato le 7 tecniche migliori di copywriting per scrivere contenuti di qualità sul tuo blog e aumentare il traffico sul tuo sito. In questo modo potrai essere seguito e letto e conquisterai migliaia di lettori affezionati, mettendo fine alla frustrazione e alle notti passate davanti ad Analytics senza veder l’ombra di un utente…

Ti ho aiutato? Condividi questo post.

 

(Questo è un esempio di reciprocità…)

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Consulenza Seo, meglio se gratis

Consulenza SEO

E va bene, lo ammetto:
Anche io mi sono fatto prendere dal vortice della Consulenza SEO !
Sapete, quando avete gli amici che vi spingono, fomentano, che elogiano e ringraziano (ma questo accade raramente) per i risultati ottenuti ottimizzando i loro siti web, beh, incominciate  a crederci anche voi.

Questo è quello che è successo al sottoscritto!

Alla domanda “Ma perché non ti metti sul mercato come Consulente Seo?” ho sempre risposto facendo spallucce, visto e considerato che a me la parola Consulente proprio non piace. Figuriamoci Consulenza! Mi sa di costoso.
Attualmente sono impegnato su altri fronti che includono ANCHE il SEO, quindi non avrei veramente tempo di stare dietro a grandi progetti e lunghe timeline; ammetto però di nutrire un certo interesse nell’ aiutare la gente ad ottimizzare il posizionamento di un determinato sito web su Google e gli altri motori di ricerca quindi….perché no!

Ho aperto perciò una paginetta sul questo blog per proporre una Consulenza Seo così da poter chiacchierare di tanto in tanto con chi avesse bisogno di consigli o magari servizi specifici che interessino:

  • Posizionamento
  • Search Marketing
  • Pubblicità Online
  • Social Networking
  • Viral Marketing

Due consigli spiccioli mi sento di dare per celebrare il mio nuovo servizio di Consulenza Seo:

  1. Non spendete inutilmente soldi per comprare software costosi che vi promettono grandi risultati. Siete tutti dotati di cervello, usatelo!
  2. Se avete intenzione di aprire un sito web da zero e non sapete quale piattaforma usare, dirigete la vostra attenzione su WordPress . E’ una piattaforma molto versatile nata per i bloggers ma poi estesa a svariate tipologie di siti web. Sul link di sopra troverete la risorsa italiana di WordPress con le guide su come installarlo a dovere ed anche vari plugin dedicati proprio al Search Engine Optimisation.

Detto questo, sappiate che il Consulente Seo non è un mago e che l’ottimizzazione delle pagine web non è magia nera.
I risultati si vendono nel tempo e non in poche ore!

In Inghilterra, dove vivo, la consulenza seo parte da poche lire fino ad arrivare a costare svariate migliaia di Euro ma rimane sempre meno costosa di quella italiana. Quindi quando vedete questi fantomatici “esperti” chiedervi 5000 Euro per il vostro sitarello amatoriale…Lasciate perdere!
Anche perché personalmente ritengo che sul mercato italiano ci sia molto più margine di ottimizzazione comparato ai mercati che usano parole inglesi.

Esempio di come ottimizzare i contenuti per il Seo.

Volete un esempio?  Date un’occhiata al mio articolo scritto ed ottimizzato sul seno femminile. É ovviamente una provocazione ma funziona.
Un esempio di ricerca è questo, ma ce ne sono molti altri.

Magia Nera! 🙂

Per concludere…

Chi vi promette di vedere risultati stratosferici in pochissimo tempo è un cialtrone.

Se suona strano per essere vero….allora non è vero!

Remember it.

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Perché ci dimentichiamo della Legge di Pareto e dell’80/20 con i nostri clienti?

Ieri sono andato in un centro estetico (per dei massaggi non certo per le unghie) e parlando, la titolare mi accenna a quanti soldi spendesse mensilmente per attrarre nuovi clienti.

Min***a – pensai – quasi un intero stipendio!

Ma non lo dissi in quanto stava massaggiandomi il collo e non volevo che reagisse male. Non si sa mai…

É uscito fuori che il budget usato per singolo cliente, fosse molto di più di quanto un cliente medio spendesse di trattamenti. La gente non si fida poiché non mi conosce – disse – ecco perché non viene da me, ma i miei trattamenti sono di qualità ed una volta qui tornano sempre.

Ed aveva ragione.

A quel punto le domandai quanti clienti avesse già nel database e quanto spesso comunicasse con loro. La titolare affermò di avere ben 312 clienti fissi ai quali però non aveva mai mandato nessuna comunicazione.

Ecco l’errore, un classico di ogni attività! – dissi – si vede che non conosci il signor Pareto.

vilfredo pareto- principio 80/20

Innanzitutto, chi è Pareto?

Pareto era un economista italiano che studiando la distribuzione dei redditi e terreni in una regione, arrivò a dimostrare empiricamente che poche persone possedevano la maggior parte delle ricchezze.
Da qui il principio empirico di Pareto o “Legge 80/20” secondo la quale la maggior parte degli effetti è dovuta ad un numero ristretto di cause.

Ora che sai chi era Pareto possiamo andare avanti.

La regola secondo la quale l’ottanta percento dei terreni in Italia (si ho deliberatamente usato il presente) sta nelle mani del venti percento della popolazione può essere in realtà applicata con successo a vari ambiti:

Vita mondana – (l’80% delle volte che sei uscito il sabato sera lo hai trascorso nel 20% dei locali)
Sesso – (l’80% del sesso lo hai fatto con il 20% dei partner. Incoraggiante vero? 😀 )

(n.d.r – Sono sicuro che tirerai fuori la legge di Pareto a cena con i tuoi amici applicando il suo principio anche alle mollichelle di pane solo per darti delle arie. I tuoi commensali ti odieranno per questo, te lo dico ora.)

Questa legge empirica può essere applicata anche al bagaglio clienti che abbiamo nel nostro business. Ma spesso ce ne dimentichiamo.

So cosa stai pensando: “Siamo proprio sicuri che sia 80/20 la proporzione?”. Cerchiamo di non fossilizzarci troppo sui numeri ma di concentrarci sul principio.

Quando vendi, concentrati sul 20% dei tuoi clienti

Tra i tuoi clienti avrai di certo i rompi scatole, gli indecisi, quelli che si spostano da un’attività all’altra in base alle offerte ed infine i fidelizzati, coloro cioè che amano quello che fai e che non si sognerebbero mai di andare da qualcun altro. Questi ultimi rappresentano il tuo 20% suggerito dal signor Pareto. Per loro tu sei l’Esperto.

Bella scoperta dell’acqua calda vero? Ma aspetta a giudicare my friend…

il principio di pareto

Focalizzarti sul 20% dei clienti ti permetterà di aumentare notevolmente il tuo business. Basta che ti concentri su di loro dandogli un servizio perfetto. Questo li renderà felici.

Un cliente felice è la pubblicità più potente che esista perché innescherà il famoso passa parola. Una persona si fida sicuramente più di ciò che dice un amico o un’amica di quello che dice una pubblicità!

Come risparmiare nelle campagne pubblicitarie grazie alla Legge di Pareto

Inoltre, tenere conto di tutto ciò quando pianifichi una campagna pubblicitaria, ti aiuterà a risparmiare soldi aumentando il ritorno economico. Ricorda che convincere un cliente abituale è più facile che smuoverne uno nuovo. E ti costa anche di meno!

Se poi hai una email list (dimmi di si. Altrimenti leggi la megaguida su come creare una email list) puoi tenere in caldo questi contatti con informazioni valide vendendo prodotti mano a mano più costosi grazie alla tua reputazione.

Pensaci per un attimo.

Che probabilità hai di vendere un prodotto da 500 euro ad un cliente che non ti conosce? E se questo stesso prodotto lo provassi a vendere ad un cliente che già ha comprato i tuoi prodotti apprezzandone la qualità?

Prima di lasciarti vorrei però che tu faccia attenzione a non cadere nella tentazione di applicare prezzi folli pensando che i tuoi clienti comunque compreranno. Puoi sicuramente confezionare un prodotto da 7000 Euro, tuttavia ricorda di giustificare sempre il prezzo mostrando chiaramente la qualità che porta con sé.

Il cliente è il tuo bene più prezioso trattalo con cura!

A parte che con le molliche di pane, hai provato ad applicare una strategia basata sul principio di Pareto?
P.S

A proposito della regola di Pareto, nel mare del web 2.0 la legge dell’80/20 può tornarti utile specialmente se stai mettendo a punto una strategia efficace sui social network per avere maggiore visibilità. Scopri come usarli, su quali puntare e quali invece accantonare per non perdere tempo.

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